URC e AI: logiche e competenze suscettibili di ampia riforma

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URC e AI: logiche e competenze suscettibili di ampia riforma
URC e AI: logiche e competenze suscettibili di ampia riforma

Malumori generalizzati

Questo il sentimento che anima in particolare i residenti intervenuti nell’ambito di un ampia e animata discussione nata sul nostro portale, nel nostro gruppo TicinoResidenTI, per analizzare la situazione attuale di URC e AI.

Si perchè il disoccupato si sente sempre più vessato al posto che aiutato da questi uffici statali che fanno di tutto fuorchè quello che una persona in difficoltà avendo perso il lavoro si aspetterebbe facessero: aiutarli a trovare una nuova opportunità lavorativa.

E se è vero che non è certo la funzione principale a cui questi funzionari sono demandati, ci chiediamo comunque come sia possibile che ad una struttura cosi’ costosa e complessa lo stato non abbia ben pensato di dare anche una funzione di supporto e aiuto concreto alla ricerca di un nuovo posto di lavoro.

La reazione dei residenti

E se è vero che in Ticino il passaparola e le conoscenze sono il vero e unico strumento per trovare un occupazione, comunque dagli URC ci si aspetterebbe e si vorrebbe qualcosa di diverso. E le esperienze dei residenti ci mostrano uno spaccato del problema davvero interessante.

Ad esempio KG scrive: “A me a chiasso al primo colloquio non mi ero ancora seduta la signorina  mi ha detto “non si aspetti che a 51 anni le troviamo il lavoro ” ero paralizzata“.

E ancora da SS : “Bisognerebbe ricordare a quei signori che loro hanno un lavoro perché purtroppo esistono i disoccupati , magari un po’ più di umiltà e impegno per le persone che vanno lì in cerca di lavoro ”

Un atto di forza e sostegno

E CB per esempio si chiede: “è assurdo un ufficio che in pratica ti dice cercati tu il lavoro e dimostrami che hai fatto la ricerca e allora ti sarà dato ciò al quale hai diritto dunque a che serve? è una specie di assistenza per chi ci lavora dentro e in più mette a disagio gli utenti

Un servizio che va profondamente rinnovato e riformato, unificato con AI per avere una visione globale e poter aiutare davvero in modo qualificato e propositivo le persone cadute in difficoltà a ritrovare un identità e una dignità non solo nel mondo del lavoro ma anche nella società.

Per questo sosteniamo con forza la petizione di Natasha Caccia e Roberta Soldati (che ringraziamo di cuore a nome di tutti i residenti per l’impegno e la dedizione dedicate a questa nobile e necessaria causa), rivolta al Consiglio di Stato, punta ad ottenere quanto sopra. Cari residenti, vi chiediamo di firmarla al più presto e di aiutarci ad aiutare.

FIRMA QUI LA PETIZIONE

Stefano Introzzi – Redazione TicinoResidenTI

Fonte foto : Google

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