UELI MAURER SULL’ACCORDO QUADRO : Johannes dobbiamo parlare

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L'accordo quadro, ulteriori discussioni
L'accordo quadro necessita di ulteriori discussioni dopo la consultazione

Il nuovo Presidente della confederazione vuole trattative supplementari

Ueli Maurer evidenzia che, dal punto di vista della politica interna, oggi l’accordo quadro non sarebbe approvabile e quindi sono necessarie importanti trattative supplementari.
Già alcuni mesi fa, lo stesso Maurer aveva puntualizzato che le trattative si stavano dirigendo in un vicolo cieco.

All’onorevole Maurer non piace che l’Accordo Quadro abbia un costo solo per la Svizzera

Ueli Maurer evidenzia che, dal punto di vista della politica interna, oggi l’accordo quadro non sarebbe approvabile e quindi sono necessarie importanti trattative supplementari.
Già alcuni mesi fa, lo stesso Maurer aveva puntualizzato che le trattative si stavano dirigendo in un vicolo cieco.

Il 7 dicembre 2018 il Consiglio federale ha preso atto della conclusione dei negoziati nonché della bozza di accordo e ha incaricato il DFAE di consultare le cerchie interessate sull’esito dei negoziati. Sulla base dei risultati di tale consultazione sarà condotta un’analisi oggettiva degli interessi politici

Nonostante l’UE abbia dichiarato di non essere disposta a proseguire i negoziati, il Presidente della Confederazione vuole invece approfittare della consultazione per costituire un dossier con tutte le incongruenze e differenze di vedute e sebra motivato più che mai a metterlo sul tavolo al quale far risedere i commissari dell’Unione Europea.

Quali sono i punti salienti che non andrebbero bene per il Ticino?

All’Accordo istituzionale sarebbero soggetti i cinque accordi di accesso al mercato esistenti dal 1999 (libera circolazione delle persone, trasporti terrestri, trasporto aereo, reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità/ostacoli tecnici al commercio e agricoltura), nonché gli accordi futuri di accesso al mercato (p. es. l’accordo sull’energia, di cui sono in corso i negoziati).
Per il Ticino sono salienti i punti di disaccordo in merito alla libera circolazione, in quanto l’UE non vuole riconoscere le misure d’accompagnamento della Svizzera atte a preservare la protezione dei salari. L’UE non è contraria al principio ma bens`al concetto di proporzionalità di queste misure, in particolare nell’ambito dei lavoratori distaccati, che già oggi preme sulla contrazione dei salari e dell’occupazione di personale residente.

Speriamo che la cocciutaggine tipicamente svizzera del nostro presidente possa portare una ventata di freschezza in ambito di trattative come l’accordo quadro e non solo.

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI

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