TICINO – La Fashion Valley del Ticino sta divenendo ormai un ricordo?

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TICINO - La Fashion Valley del Ticino sta divenendo ormai un ricordo?
TICINO - La Fashion Valley del Ticino sta divenendo ormai un ricordo?
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Se ne va anche Tom Ford

Dopo Hugo Boss, Armani e Kering, per citare i casi più clamorosi, anche Tom Ford dà l’addio al Ticino. Questioni fiscali? Le prime notizie dicevano così, ma in realtà sotto c’è altro, le stesse motivazioni che stanno distruggendo la Fashion Valley ticinese. 

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I lavoratori erano quasi tutti frontalieri

Un settore su cui il Dipartimento dell’Economia aveva puntato, pensando di farne un valore aggiunto. Ma in effetti non è stato proprio così. Ci sono stati marchi di lusso e famosi che sono arrivati e, senza esitare, quando volevano se ne sono andati, lasciando a casa i lavoratori o proponendo loro improbabili trasferimenti in Italia.

Un’economia che lasciava valore aggiunto sul territorio? Col senno di poi, semplice dire di no. Tra l’altro, i lavoratori che hanno perso il posto, non ultimi quelli della Tom Ford, sono prevalentemente frontalieri, per cui il contributo per il Ticino era prettamente, quando c’era, fiscale. Ma ora se ne vanno, nonostante le preoccupazioni del Governo sulla competitività fiscale stessa.

Quegli accordi che penalizzano il Ticino

La motivazione è che molti di questi marchi lavorano prevalentemente sull’Italia ed essere dislocati in Ticino non valeva la pena, causa anche dei tempi lunghi di consegna. La merce di lusso in arrivo dalla Svizzera non gode di condizioni privilegiate, il che rende il nostro Cantone poco conveniente. Dunque, come sono arrivati, se ne vanno.

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Laura Valdene – Redazione TicinoResidenTI

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