TICINO BRONX: Onorevole Gobbi dov’è la sua polizia? Gli elettori le hanno dimostrato una fiducia mal riposta?

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Ticino Bronx. Il quinto botto

Ci risiamo coi botti nel Bronx. Sembrerebbe che la banda continui a usare i bancomat presenti sulla fascia di confine come bocce “bocciate al volo”. Chiaramente le detonazioni sono state eseguite in modo professionale entro un raggio a poca o pochissima distanza dai valichi doganali incustoditi.

Completamente indisturbati, gli specialisti della bocciata al volo coi bancomat di confine, entrano, giocano e se ne vanno. La polizia non solo sembra brancolare nel buio, ma dà l’impressione di nemmeno cercare di persuadere questi mattacchioni con un minimo di misure preventive.

Al di là del fatto che il governo e parlamento genuflesso della Confederazione non abbia alcuna intenzione di ritornare a chiudere i valichi da tempo sono incustoditi 24/24, la gestione e la sicurezza del territorio dovrebbe essere compito del Governo Cantonale e di conseguenza della sua/nostra polizia, ma vi è un’evidente mancanza di presenza e di pattugliamento da parte della polizia cantonale a titolo persuasivo che lascia veramente perplessi sebbene la polizia stessa scrive che “Prevenire un crimine significa impedire che esso possa avvenire

A questo punto è umano chiedere all’onorevole Norman Gobbi, dov’è e cosa fa la sua polizia. Il “braccio armato” serve solo a opprimere i poveracci residenti? Perché la “Prevenzione Svizzera della Criminalità” prende per scontato che (leggiamo)

Cosa fa la polizia?
“Per prevenire gli scassi, la polizia spesso pattuglia le zone più a rischio, controlla persone o veicoli sospetti e segue le indicazioni fornite dalla popolazione”.

“prevenire è meglio che curare”

Perché se andiamo a sbirciare ancora nel sito del Cantone Ticino, sotto il suo dipartimento – quello della polizia cantonale – troviamo scritto che “prevenire è meglio che curare“, ma cosa sta facendo per prevenire questi casi?

Diagnosi della sicurezza

Sempre dal sito della Polizia Cantonale leggiamo

Dal 1° gennaio 2009 è stato creato il nucleo Diagnosi della sicurezza della Polizia cantonale con sede presso il Centro di formazione di Giubiasco. Si occupa principalmente di progetti di analisi nei vari comuni del Ticino.

Gli agenti del nucleo, grazie a un apposito formulario strutturato per temi (tra cui il sentimento di sicurezza, i luoghi principali, i problemi principali e l’immagine della polizia) elaborano nel comune analizzato una sintesi dei principali problemi legati alla sicurezza. Con l’aiuto di partner vengono poi elaborate delle strategie e delle misure puntuali per affrontarli e ridurne gli effetti. La diagnosi della sicurezza è un concetto che determina un cambiamento radicale di mentalità, una apertura e un ruolo creativo, attento ai bisogni soggettivi del cittadino, ed implica uno spirito imprenditoriale negli agenti che lo praticano.
Sicurezza in senso lato:

Questa nuova e moderna definizione del concetto di sicurezza comprende due aspetti:
a) la sicurezza soggettiva e la sicurezza oggettiva.
b) misure preventive e repressive tradizionali, ma anche misure pro-attive tendenti ad eliminare le cause dei problemi, piuttosto che a combatterne i sintomi.

 

Allora siamo ancora al detto “fate quello che dico, ma non fate quello che faccio”?
Meglio sbaraccare tutte le dogane e annettere il Ticino alla vicina penisola.

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI

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