THE BLACK SWAN. QUEL APPARTAMENTO SFITTO E SE LA MIA PENSIONE FOSSE IN QUEI SUOI DUE MATTONI….

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The Black Swan

La notizia degli oggetti abitativi sfitti ha preoccupato anche alcuni TicinoResidenTI convinti che la propria previdenza sia in pericolo.

In fisica, 3 leggi fondamentali generano tutte le altre e spiegano il 99% del funzionamento dell’universo.

In economia è un pochino diverso, perché 100 teorie riescono a malapena a spiegare l’1% del funzionamento dei mercati finanziari. Da qui la difficoltà sia nel fare delle previsioni, sia nello spiegare e capire ciò che accade.

Ecco quindi uno spazio enorme nel quale i detrattori del nostro sistema pensionistico svizzero possono razzolare liberi e incontrollati, quando invece i problemi della nostra sicurezza sociale sono ben altri.

Ecco anche il perché una delle teorie più gettonate per la gestione di tutto quel ben di Dio raggruppato nel Secondo Pilastro (1100 Miliardi di franchi) non è quella di un economista, ma quella del filosofo Nassim Niholas Taleb che ha sviluppato la teoria del cigno nero (the black swan). Una teoria applicata in un primo momento alla finanza istituzionale e in un secondo momento, 6 anni dopo, ad eventi esterni ai mercati finanziari.

La teoria dimostra che gli eventi rari (i cigni neri) sono eventi imprevedibili a bassa probabilità di verificarsi, ma se si dovessero verificare avrebbero conseguenze di portata eccezionale.

Possiamo evitare le crisi finanziarie? No, sono inevitabili perché sono parte integrante dei mercati finanziari. Ma i capitali destinati alle vostre pensioni sono troppo importanti per esporli alle fatalità e all’inesorabilità delle crisi lasciando che ci lascino le penne del cigno nero.

L’arte di proteggersi………i metodi sono disparati e non disperati.

Se i cigni neri sono imprevedibili, abbiamo comunque modo di percepire dei segnali di avvertimento come l’euforia collettiva o le valutazioni irragionevoli degli addetti ai lavori, che in questo caso del settore immobiliare calzano a pennello.

La prima crisi economica della storia, in questo senso, si è verificata in Olanda nel 1624. La Tulipomania che portò il valore di certi bulbi di tulipano pari a 30 volte il salario annuo. Molti vendettero terre e case per acquistare quei bulbi che però ad un certo punto non valevano più niente. Le crisi economiche e finanziarie nella storia si sono poi susseguite dalla Tulipomania ai giorni nostri e ne possiamo contare almeno 48 . Le casse pensioni svizzere, ormai ultra centenarie, ne hanno vissute molte eppure i vostri capitali accumulati sono sempre lì e sempre in crescita.

Quindi SE

  • l’economia non è per nulla una scienza esatta,
  • le crisi finanziarie fanno parte del paesaggio,
  • prevederle è spesso missione impossibile,
  • anticipare la direzione che prenderà un mercato è da super eroi
  • le strategie di copertura sono spesso deludenti e costose
    ………
    Utilizzare una gestione attiva con tecniche di gestione difensiva dove è auspicabile e quanto sia necessario, è un principio di buon senso ed è il lavoro quotidiano degli addetti ai lavori.

Le casse pensioni in quanti e quali mattoni investono?

I 1100 miliardi di franchi sono amministrati e gestiti da circa 1650 istituzioni di previdenza.
Sono investiti in beni mobiliari e immobiliari in Svizzera e all’estero, sui principi della sicurezza, liquidità e rendimento. Quindi la diversificazione è essenziale per il raggiungimento degli obiettivi.

Gli investimenti sono suddivisi in:

  • 32% obbligazioni
  • 30% azioni
  • 19% immobili
  •  8% investimenti alternativi
  •  4% liquidità
  •  2% ipoteche
  •  2% prestito ai datori di lavoro
  •  3% investimenti collettivi misti e diversi

Il 19% degli investimenti immobiliari è a sua volta suddiviso tramite investimenti diretti e collettivi in infrastrutture, immobili industriali, immobili commerciali, immobili amministrativi e immobili abitativi.

Quindi è più probabile che la vostra pensione non sia in quei due mattoni dello stabile abitativo sfitto, ma nel peggiore dei casi soltanto nel filo di malta che li lega. State comunque sempre all’erta, perché i problemi delle vostre pensioni sono ben altri.

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI

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