RICATTO O NON CI CONSIDERANO? Dopo le ultime uscite europee ed italiane la domanda è lecita…

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RICATTO O NON CI CONSIDERANO?
RICATTO O NON CI CONSIDERANO? Dopo le ultime uscite europee ed italiane la domanda è lecita...

RICATTO O NON CI CONSIDERANO? Siamo sempre più il fanalino di coda nelle agende europee? Però prenterebbero che…

Ricatto o poca considerazione? Probabilmente la risposta corretta è entrambi…

Rispunta, nel panorama degli accordi con i paesi UE, la problematica riguardante gli accordi…

Da una parte accordi vecchi, non più rispondenti alle necessità attuali che vengono tenuti ancora in vita. Dall’altra una UE che continua a spingere ed a sottilmente ricattare la Svizzera affichè firmi l’accordo quadro.

Naturalmente, ieri, si è aggiunto Kutz, Cancelliere Federale Austriaco, che ieri ha incontrato il Presidente della Confederazione Berset. Toni pacati, amichevoli, ma, leggendo fra le righe ed interpretando il non detto, i messaggi sono chiari.

Il cancelliere Kutz ha affermato che «la Svizzera è un paese democratico dove si discute molto, ma dove si prendono alla fine le buone decisioni»… Sibillina la conclusione, non trovate?

Chi ricatta? Perché continuare a rispettare accordi obsoleti?

I vicini EU ricattano, con tutta una serie di azioni delle quali un esempio è il riconoscimento della piazza borsistica di Zurigo…

Assistiamo ad un continuo stillicidio di pressioni, durante le interviste, da perte degli esponenti politici dell’UE rivolte al fatto che i tempi si accorciano.

Pretese, come quella di abolire le misure accompagnatorie, di perse già deboli, e di liberalizzare completamente il mercato.

Mancanza di considerazione e di rispetto, come l’affosamento della revisione del trattato con l’Italia. Affosamento, o blocco che dir si voglia, che non solo lascerà la situazione allo status quo attuale, ma che ridurrà le entrate del Cantone…

Perchè mantenere “contratti” – leggasi accordi – che ci penalizzano o che non sono più adeguati?

Una famiglia assennata disdice ciò che penalizza, non continua a farsi del male…

Come qualunque famiglia o azienda che tiene alle proprie finanze, se un “contratto” non fosse più consono, andrebbe rinegoziato. Perchè, se un contratto non coprisse le esigenze familiari o aziendali, dovrebbe essere mantenuto alle condizioni stabilite?

Per “serietà”? Per “stabilità”?

Forse le Assicurazioni Malattia mantengono gli stessi contratti con i loro clienti, anno dopo anno, solo perché sono “serie”? Se nelle nostre famiglie avessimo un fornitore di energia che c’impone prezzi fuori dal mercato, non ci decideremmo a rinegoziare?

E se il fornitore – nel caso degli accordi la controparte – nicchiasse o prolungasse indefinitamente le trattative, con palese intenzione di non rispettarle, che faremmo? Continueremmo a subire ritardi, scuse, blocchi arbitrari della trattativa?

Non credo…

Quale soluzione, allora, con i vicini italiani?

Una soluzione semplice potrebbe essere quella di “minacciare” lo stralcio di un accordo obsoleto…

É almeno da 3 anni che stiamo discutendo, ma tirate in lungo? Benissimo… Dal giorno X l’accordo esistente viene dichiarato decaduto…

Un semplice controllo di Polizia causa code e ritardi nell’arrivare al lavoro? Vediamo un po’ cosa potrebbe succedere con controlli regolari in dogana?

Questa potrebbe essere una valida alternativa. Sicuramente qualcuno si sveglierebbe…

La libera circolazione è, per noi un suicidio, ma la controparte vuole, oltre all’avambraccio, anche braccio e spalla? Chiudiamo tutto! Subito! Probabilmente arriverebbero…

Pretendere e volere rispetto significa dare rispetto…

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