PRIMA I NOSTRI: à la carte, ovvero alla ricetta della pozione magica!

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Responsabilità imprenditoriale

Predicare bene e razzolare male

Ci riallacciamo all’articolo di ieri sugli acquisti in Svizzera e non possiamo evitare di parlare dell’acquisto di personale residente.

Una cosa è certa! Se tutti la pensassero come pare a loro, ma si comportassero imprenditorialmente come Henrik Bang, nemmeno ci sarebbe stato bisogno di votare l’iniziativa “Prima i Nostri” e di conseguenza i detrattori politici non avrebbero avuto bisogno d’inventarsi tante scuse e alchimie.

Ma purtroppo in Ticino ci sono troppi imprenditori che in pubblico, a parole, lodano il PrimaNostrismo per esigenze d’immagine e poi però nei fatti, di Prima i Nostri non se ne curano minimamente, perché gli affari sono affari, perché in fondo così fan tutti.

Quattro chiacchere con Henrik Bang

Henrik Bang è in Gran Consiglio, ma è anche imprenditore. A volte è facile travisare delle prese di posizione politiche con le prese di posizione imprenditoriali.

Lunedì scorso ho avuto il piacere di scambiare qualche parere ed è stato interessante sviscerare e confrontare i propri punti di vista e le possibili soluzioni.

La sua azienda conta una trentina di persone, alcune delle quali strappate dalla disoccupazione e dall’assistenza, si impegna nella formazione professionale dei nostri giovani e non cede alla possibilità di ottenere maggiori utili a scapito della propria responsabilità sociale. La sua azienda ha il 100% di personale residente E NON SOLO.

Il dumping salariale esiste e può indurre a tentazioni

Henrik Bang racconta un aneddoto di quando, in seguito ad una ricerca di personale per una figura nell’amministrazione, l’azienda ha ricevuto centinaia di candidature sia da residenti in Ticino sia da oltre frontiera.

Chiaramente la scelta è caduta su una candidata residente, che ha soddisfatto pienamente le aspettative dell’azienda, ma non sono mancati i candidati d’oltre frontiera, con pari requisiti, si erano proposti a metà del salario locale. Facile tentazione dunque per Imprenditori golosi.

Prima i Nostri non è solo avere il 100% di personale residente, ma anche personale assunto in modo responsabile

È più virtuosa un’azienda locale che impiega anche qualche frontaliere, ma che elargisce salari dignitosi, oppure un’azienda locale che impiega solo dipendenti residenti ma favorisce condizioni di precariato e paga salari da fame?

Altro punto spinoso toccato con il signor Bang. La sua azienda non può evitare i mesi cosiddetti “morti” dove gran parte del personale non è pienamente attivo. Un ragionamento puramente egoistico da parte del datore di lavoro spingerebbe quello di assumere personale stagionale per i 9 mesi all’anno di lavoro a pieno regime e coprire i mesi con poca attività, tramite un numero ristretto di dipendenti.

Questo non avviene presso l’azienda di Henrik Bang, che si accontenta di un guadagno minore, ma assicura il lavoro veramente a tempo pieno e a salario pieno ai suoi dipendenti.

PrimaNostrismo col cuore, piuttosto che solo con le parole dunque

Dalle quattro chiacchere con l’onorevole Henrik Bang è scaturito che il PrimaNostrismo lo si raggiunge coi fatti, ma non possiamo nascondere che i candidati di oltre frontiera praticano il dumping salariale e che il fallimento più grave della politica Ticinese è stato l’inefficienza e l’inefficacia nel livellare il nostro costo della vita con quello dei nostri concorrenti esteri.

Inoltre la politica stessa, concentrata sulle misure d’accompagnamento, non ha saputo creare delle condizioni quadro verso l’imprenditoria, per favorire i lavoratori residenti.

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI