PREVENTIVO CANTONALE 2019: affari di palazzo. Un grazie al PS per gli emendamenti. Un applauso ai promotori del messaggio di minoranza e a chi ha detto NO

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Spendi e tassa
Alchimia di Palazzo

Nonostante le correzioni in extremis del PS. Lavoro insufficiente, risultato 3, impegno 3, nota finale 3 Governo Bocciato senza possibilità di ripetere l’anno!

Se il Preventivo Cantonale 2019 fosse stato un lavoro scritto di scuola, il risultato ottenuto sarebbe stato insufficiente sia da parte del Consiglio di Stato che dal parlamento in generale.

L’equilibrio finanziario col cavolo che è stato trovato, perché un preventivo dovrebbe rispiecchiare la situazione economica e sociale del Cantone e non è quella che riportano le cifre.

Nessuna prospettiva, nessuna volontà di sostenere chi sta preparando le nuove generazioni di un Cantone che invecchia

Il parlamento ha accettato due importanti emendamenti del PS, relatore Ivo Durisch, che chiedeva di aumentare l’importo per i sussidi di cassa malati da 166,5 a 169 milioni e  un aumento di mezzo milione per la massa salariale dell’ispettorato del lavoro (UIL).

Ha però rifiutato purtroppo gli emendamenti che chiedevano di aumentare l’importo per gli assegni famigliari integrativi (AFI) e l’importo per gli assegni di prima infanzia (API).

Questo è grave perché mostra un Cantone senza prospettiva e soprattutto senza fiducia verso le attuali e le nuove generazioni residenti che dovrebbero sostenere un Cantone che invecchia inesorabilmente.

Si spende e spande dove si potrebbe, ma meglio dovrebbe, risparmiare

Sergio Morisoli si china invece sulle ulteriori frustate al ceto medio che il Governo ha aggiunto in questi 4 anni di legislazione. Le uscite correnti ammontano a ben 94 milioni di franchi in più rispetto il previsto e il costo del personale è lievitato altri 28 milioni di franchi in più.

Scudisciate che sono state e vengono inferte in modo preponderante ancora una volta al ceto medio. Quello che viene tassato fino all’ultimo centesimo, che non beneficia di sussidi di cassa malati e nemmeno può dedurli interamente nella sua dichiarazione fiscale.

Quello che deve sopportare anche tutte quelle tasse e tassette per ogni minimo servizio chiesto all’amministrazione cantonale.

Quelli che danno fastidio se poi, prosciugati i risparmi non possono cambiare la loro autovettura in una nuova, magari meglio elettrica e vengono castigati con un malus sulla tassa di circolazione.

Il pareggio è quindi solo un’alchimia, per coprire l’aumento delle spese chiedendo di più ai cittadini contribuenti e togliendo ai cittadini bisognosi

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI