PERMESSI PER STRANIERI: ci risiamo col non si può, iniziativa accettata e legge negata

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Un Consiglio di Stato che non ha più voglia d'impegnarsi?

Controlli prima di rilasciare il permesso, il Governo dice “no”

È trascorso un anno e ora l’attesa legge utile per mettere in pratica l’iniziativa popolare-democratica non sarà mai presentata da parte del Consiglio di Stato che non proporrà un bel niente e lascerà nel cassetto un’ulteriore iniziativa votata e accettata dal Gran Consiglio.

La decisione è stata presa la scorsa settimana e la comunicazione arriverà prossimamente ai parlamentari in Gran Consiglio.

I Consiglieri di Stato hanno definito accattivante tale proposta, ma devono però ribadire la sua inapplicabilità.

Purtroppo a dicembre la consigliera federale Simonetta Sommaruga ha confermato per iscritto che un controllo sistematico di salari e condizioni d’impiego di chi chiede un permesso non rispetterebbero né il diritto elvetico, né tanto meno gli accordi di libera circolazione.

Uno altro spiraglio legislativo per combattere il dumping salariale e l’effetto sostituzione ormai richiuso

Un anno fa il Gran Consiglio ticinese accoglieva un’iniziativa parlamentare generica inoltrata da Giorgio Fonio e sostenuta dal gruppo PPD, che chiedeva delle verifiche sistematiche delle condizioni salariali al rilascio di autorizzazioni e permessi di lavoro.

Il parlamento ticinese l’aveva giudicata “Necessaria, realizzabile e assolutamente sostenibile” e l’atto parlamentare era stato approvato con 59 voti favorevoli, 23 contrari e 2 astenuti, che sarebbe stata una misura supplementare a favore dei lavoratori TicinoResidenTI.

Per la minoranza, che non era contraria al principio alla base dell’iniziativa, la proposta è invece “illegale nel quadro del diritto superiore” e comporta un notevole carico di burocrazia per lo Stato.

Il Consiglio di Stato aveva torto il naso perché non vi erano basi legali e avrebbe quindi dovuto preparare una bozza di legge d’applicazione da sottoporre al Gran Consiglio.

Questo modo remissivo di fare politica sta veramente esasperando. E chiediamo ai nostri TicinoResidenTI se vogliono che sia inoltrata una petizione per riportare questa iniziativa sotto l’attenzione dei ministri.

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI

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