DEPOSITATA LA MOZIONE PER IL BLOCCO DEI RISTORNI FINO ALLA FIRMA DEL NUOVO ACCORDO. IL PRIMO FANCO RISPARMIATO È QUELLO GUADAGNATO. FIRMIAMO LA PETIZIONE!

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Galeazzi ha depositato la mozione sul blocco dei ristorni per la firma del nuovo accordo fiscale con l’Italia.
Un nostro vecchio adagio dice che il primo franco risparmiato è quello guadagnato.

12 milioni risparmiati sono 12 milioni guadagnati. Inoltre i TicinoResidenTI potrebbero godere di un’importante misura d’accompagnamento per contrastare dumping salariale ed effetto sostituzione.

Purtroppo il Consiglio di Stato non ha prestato sufficiente attenzione per raggiungere in tempi ragionevoli la sottoscrizione del nuovo accordo fiscale tra Svizzera e Italia, dal quale è proprio il Cantone più interessato sia dal punto di vista finanziario, sia dal fatto che il nuovo accordo gli permetterebbe una maggiore efficacia sotto l’aspetto sociale.

Non stiamo rubando alcunché

Non stanno pretendendo più tasse dai frontalieri. Si vuole solo la giusta compensazione da uno Stato Sovrano. Stato che non si dimostra cooperativo e nemmeno sensibile verso i propri cittadini, favorendo trattamenti discriminatori tra di essi in fatto di tassazione sul reddito.

Infatti ai frontalieri della famosa fascia di 20 KM dal confine non viene chiesto di denunciare il proprio reddito dal lavoro, contrariamente come avviene per tutti gli altri. Non stupisce quindi che quei Comuni della fascia si ritrovino con più buca lettere che alloggi.

Ecco quindi il testo integrale della mozione depositata quest’oggi dal gruppo

Bellinzona. 26 novembre 2018

MOZIONE
Ristorni delle imposte dei frontalieri: bloccare il versamento fino alla firma del nuovo accordo
Secondo l’articolo 4 dell’Accordo tra la Svizzera e l’Italia relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine, conchiuso il 3 ottobre 1974, approvato dall’Assemblea federale il 24 ottobre 1978 ed entrato in vigore con scambio di note il 27 marzo 1979, la competenza di effettuare i versamenti dei ristorni è attribuita agli organi finanziari dei Cantoni. L’articolo 3 ne regola le modalità e la tempistica: “in un versamento unico nel corso del primo semestre dell’anno successivo a quello cui la compensazione finanziaria si riferisce”.
Il 30 giugno 2011, il Consiglio di Stato del Canton Ticino decise di congelare su un conto vincolato presso la Banca Stato del Cantone Ticino, la metà del ristorno dei frontalieri relativo all’anno 2010 e ciò “fino al momento in cui la Confederazione aprirà i negoziati riguardanti:
a. la stipulazione di un accordo sulla fiscalità basato sul principio dello scambio di informazioni su richiesta, secondo gli standard dell’OCSE;
b. l’accoglimento del principio di reciprocità e la riduzione del ristorno nell’ambito dell’Accordo.”

Il 22 dicembre 2015, i responsabili delle finanze di Svizzera e Italia, Eveline Widmer-Schlumpf e Pier Carlo Padoan, hanno parafato il nuovo accordo fiscale fra i due Paesi che rivede il sistema d’imposizione dei lavoratori frontalieri.

Dopo lunghi anni di discussioni, anche pretestuose come quella legata al casellario giudiziale, l’accordo tuttavia non è stato ancora né sottoscritto dal Governo italiano né ratificato dal Parlamento.

A più di sette anni di distanza da quel congelamento dei versamenti e a tre anni di attesa dalla parafatura dell’accordo, gli obiettivi dei negoziati sono totalmente disattesi. Lo sblocco dei fondi depositati sul conto vincolato citato in precedenza da parte del Consiglio di Stato ticinese e il relativo atto di fiducia, sono risultati vani.

Il riversamento all’Italia da parte del Canton Ticino è rimasto del 38.8% del gettito di tutte le imposte alla fonte dei frontalieri. L’incertezza in merito alla reale volontà di sottoscrivere l’accordo da parte del Governo italiano è testimoniata dalla cortina fumogena alzata attorno a questa sottoscrizione e dalle dichiarazioni di parlamentari che non esitano a definire l’accordo pari a una lettera morta.

Con la presente mozione si chiede al Consiglio di Stato di bloccare l’intero pagamento dei ristorni relativi all’anno 2018 e di versare l’ammontare complessivo su un apposito conto vincolato presso la Banca dello Stato del Canton Ticino. Lo sblocco del versamento dovrà essere effettuato al momento della sottoscrizione da parte del Governo italiano e della ratifica del Parlamento dell’accordo parafato dai ministri delle finanze di Svizzera e Italia.

Per il Gruppo UDC
Tiziano Galeazzi, Paolo Pamini, Sergio Morisoli, Lara Filippini, Cleto Ferrari, Gabriele Pinoja

Aderiamo alla petizione popolare a sostegno della mozione

Il gruppo chiede ai cittadini, ai TicinoResidenTI, che la mozione depositata prenda voce da coloro che da troppo tempo soffrono di fronte al dumping salariale, di fronte alla loro sostituzione, di fronte ai vari disagi di vita quotidiana

Vi invitiamo quindi a firmare la petizione a sostegno della mozione inoltrata al Consiglio di Stato

Stop ai ristorni!

FIRMA QUI

 

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI

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