MATTEO SALVINI : un vero leader a protezione dei residenti (italiani)

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MATTEO SALVINI : un vero leader a protezione dei residenti (italiani)
MATTEO SALVINI : un vero leader a protezione dei residenti (italiani)

Prima gli italiani

Un vero leader Matteo Salvini, leader della Lega, Ministro dell’Interno e vice premier italiano. Un politico attento e carismatico che fa del “prima gli italiani” il suo motto e la sua ragione professionale e politica di insediamento sul cadreghino. Avercene.

In occasione di una conferenza stampa, qualche giorno fa, alla domanda pertinente dell’inviato del Corriere del Ticino sulla sua posizione riguardo l’intesa sugli accordi fiscali dei frontalieri già siglata ad inizio 2015 tra gli allora Ministri dell’Interno di Svizzera e Italia, ha fatto ben comprendere come l’accordo sia congelato rispondendo elegantemente, ma in forma come sempre molto diretta e chiara, che “l’Italia deve tutelare la previdenza e il risparmio dei lavoratori italiani“.

Irricevibile e sintomatica la chiusura del servizio giornalistico italiano che sottolinea : “una posizione, quella del leader della Lega, che non sorprende. Nemmeno gli svizzeri, convinti ormai da tempo che l’intesa di Milano non troverà mai applicazione, nonostante le loro pressioni esercitate a ogni livello.” Questa l’esatta percezione che si ha del Ticino dall’estero: inefficaci, supini, a 90 gradi. Complimenti, ottimo lavoro da parte della nostra classe politica.

E i Ticinesi?

Come ben sappiamo, a dispetto delle diatribe sul salario minimo e al silenzio dei sindacati ticinesi che, pur sedendo in Gran Consiglio dove dovrebbero tutelare gli interessi di chi li ha votati, cioè i residenti, continuano a considerare l’accordo come non necessario per evidenti motivi di “tesserati”, l’accordo fiscale risolverebbe con un colpo di spugna il dumping salariale e le tante manovre disoneste che succedono nel mondo del lavoro in questo Cantone dal dopo “libera circolazione” via.

Nessun aspirante lavoratore potrebbe più, infatti, accettare una posizione lavorativa remunerata con un salario con cui un residente copre a mala pena i costi di cassa malati mensili con tre figli a carico. Nessuno potrebbe più accettare di riportare al datore di lavoro a fine mese un terzo del salario, meccanismo peraltro che un salario minimo obbligatorio non eviterebbe, semplicemente perchè con la doppia imposizione queste nefandezze diventerebbero insostenibili anche per i frontalieri che si troverebbero a guadagnare meno che in Italia.

Non mi pare cosi difficile da capire. Allora , che si fa? Chiediamo a Salvini di diventare Svizzero per dire “prima i Ticinesi” o qualche politico “con le palle” inizia realmente a tutelare i nostri interessi, la smette di farci ridere dietro dal mondo e impone agli italiani di rispettare le intese già siglate con una bella azione di forza sui ristorni?

Stefano Introzzi – Redazione TicinoResidenTI

Fonte foto : Google

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