L’INFORMAZIONE SCONOSCIUTA ben venuta disinformazione: voi come vi comportate?

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Social è un must, ma sempre più disinformati. Voi vi ritrovate in questo trend?

Costantemente su social e media ma sempre meno informati. Questo pare sia il triste ritratto della metà dei giovani svizzeri tra i 16 e 29 anni.

Ma ancora più preoccupante è che un terzo della popolazione si deprivano di notizie che, disinteressati alle fonti primarie d’informazione, preferiscono ricorrere alle reti social.

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I giovani sembrerebbero fedeli fruitori di Google, Facebook, Youtube e Instagram, sui quali si soffermano il quadruplo, piuttosto che seguire i 5 siti d’informazione più usati in Svizzera. Tanti pollicini e reazioni ma pochi approfondimenti alla fonte dell’informazione, sempre più spesso limitandosi al titolo o al sottotitolo dell’articolo.

La disinformazione è latente e il deperimento della professionalità è in agguato

Il rischio di disinformazione è quindi latente, perché ci si affida a quello che cinquant’anni fa era un gioco per i bambini. Il telefono senza fili.

Ne risente tutto il settore dell’informazione con un impoverimento dell’offerta. Articoli sempre più simili tra loro sui vari  portali, sempre meno rilevanza dei temi e della loro contestualizzazione.
Maglia nera alla Svizzera romanda, ma seguita a ruota dalla Svizzera italiana con la maglia grigio fumo.

Di tutto questo ne risente sicuramente anche la società, noi tutti, perché le nostre scelte dovrebbero proprio basarsi sulla corretta informazione e sull’oggettività dei fatti.

Triste scenario del fallimento dei Social media?

Non siamo certo in grado di giudicare se i Social media abbiano fallito, anche perché noi stessi lo utilizziamo giornalmente proprio per cercare d’informare correttamente e raccogliere pareri oggettivi e soggiettivi.
Quello che traspare sul 50% dei giovani dai 16 ai 29 anni che accettano la loro disinformazione, è comunque triste perché è a loro che stiamo per passare il testimone; a loro stiamo per affidare nostra società.
Mi ricordo le parole del mio professore di storia:
“ragazzi, abituatevi ad informarvi personalmente e costantemente, perché altrimenti dovrete credere a ciò che vi racconteranno gli altri e diventerete dipendenti del loro volere”.

Resta comunque il fatto che i media tradizionali hanno forse fatto il loro corso e non tutti si sono saputi reiventare in un momento di grande cambiamento d’abitudini.

Voi TIcinoResidenTI cosa ne pensate. Vi ritrovate in questo trend? Ne siete consapevoli? Avete magari qualche suggerimento per noi?

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI

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