LAVORO IN TICINO: tensioni, manifestazioni e, addirittura, scioperi…

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Lavoro in Ticino
Lavoro in Ticino: tensioni, scioperi, manifestazioni

Il mercato del Lavoro in Ticino ad un punto critico?

Sembra proprio di si. Il lavoro in Ticino scarseggia, per i TicinoResidenTI, ma anche per i lavoratori in genere, soprattutto recentemente, si stanno creando forti, anzi fortissime tensioni…

Così, nel corso della stessa giornata, il 15 Ottobre, ci saranno ben 2 forti prese di posizione:

  • Ticino e Lavoro, con la coordinazione del Presidente Giovanni Albertini, ha organizzato un corteo, chiamato “Basta Briciole”, a Bellinzona alle ore 14:00;
  • I Sindacati dei lavoratori edili, sempre a Bellinzona, ma alle 11:00 all’Espocentro, ha indetto uno sciopero dei lavoratori del settore, naturalmente con l’appoggio di tutti i movimenti di sinistra.

Ma cosa ha portato a queste due manifestazioni? Perchè i Sindacati per il settore edile sono giunti, addirittura, a proclamare uno sciopero? E, soprattutto, nello stesso giorno?

Ma scusate… Sciopero? In Svizzera? Rarissimo! Quasi al limite dell’impensabile!

La Svizzera, conosciuta in tutta Europa per questo “Patto Sociale” fra i padronati ed i lavoratori? Patto, naturalmente, non scritto, ma di “non belligeranza”, ovvero i lavoratori rinunciano, o meglio, evitano di ricorrere allo sciopero, a patto che i datori di lavoro si comportino in maniera cautamente etica nel mercato del lavoro…

Lavoro. Perchè questo patto di “non belligeranza” sta saltando?

La condizione dei lavoratori, TicinoResidenTI e frontalieri, nel corso degli anni è progressivamente peggiorata: stipendi sempre più bassi – se ti va bene è così, altrimenti fuori ho la coda di persone in cerca di lavoro -, aumento senza controllo dei frontalieri vessati, anche loro, dal “dumping salariale”; Contratti Collettivi Nazionali (CCN) ignorati dalle aziende…

In più l’aumento critico dei “working poors” ResidenTI…

E le Aziende?

Le aziende, soprattutto quelle come Gucci-Luxury Goods International o Armani, approfittano delle riduzioni fiscali, assumono principalmente frontalieri. Ora anche nell’edilizia, l’associazione di categoria propone modifiche scandalose. Pochi giorni fa Gucci-Luxury Goods International ha “delocalizzato” in Italia (Novara) 150 dipendenti, di cui 30 TicinoResidenTI…

Non basta… Sappiamo tutti – sindacalisti, politici e cittadini – che i tanto sbandierati CCN in primo luogo non sono obbligatori, ovvero che un’azienda può decidere di non applicarli. Sappiamo benissimo che le Aziende poco etiche arrivano a minacciare i sindacalisti di cacciarli via.

Le voci che aleggiano a mezz’aria, parlano di “allegri dirigenti d’assalto” che obbligano i dipendenti a timbrare l’uscita per, poi, rientrare in azienda e fornire straordinari gratuiti… “per lo stipendio che vi diamo…”

Sciopero? In Italia, in Francia, ma non in Svizzera…

Da anni, in Svizzera, non si sentiva proclamare uno sciopero. Lo sciopero è qualcosa che riguarda l’Italia o la Francia, non il lavoro in ticino, non il panorama svizzero…

Quindi? Perchè? Forse perchè la situazione è diventata davvero esplosiva? Forse perchè i lavoratori sono alla canna del gas per il continuo stillicidio?

Come potrebbero, per esempio, i 30 TicinoResidenTI delocalizzati da Gucci-Luxury Goods International lavorare a Novara?

Perchè i CCN non sono obbligatori? Se l’etica non fa parte del DNA di certe aziende, forse, bisognerebbe mettere loro dei limiti..

Situazione critica? Magari fosse solo critica…

Francesco Crescimanno – Redazione TicinoResidenTI

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