LAURA RIGET PER IL CONSIGLIO DI STATO. UNA ROSA PER TE LAURA

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“Una Rosa per TE” Laura.
Doppio gaudio a TicinoResidenti. Diamo il benvenuto a Laura Riget, candidata per il consiglio di stato. Una DONNA e GIOVANE

Diamo il via alla nostra rubrica “una Rosa per TE” dedicata alle Donne che si stanno mettendo in gioco candidandosi per il Consiglio di Stato.

A loro abbiamo porto una rosa particolare, la rosa dei venti che, invece di segnare i venti tradizionali, segna però i nostri venti. Socialità, Economia, Territorio e Sicurezza.

Laura ha scelto il vento della SOCIALITÀ nell’ECONOMIA. Tema che sta a cuore a tutti i TicinoResidenTI ma intelligentemente messo a nudo da Laura. Ecco quello che ci ha scritto e pure detto attraverso il video seguente

 

 

Costi crescenti e salari insufficienti: la politica deve agire!

I temi che reputo prioritari per migliorare il futuro del nostro Cantone sono l’emergenza del mercato del lavoro ed i costi crescenti in ambito sociale. Qualche cifra per presentare la situazione attuale: uno studio del 2016 dell’Ufficio federale di statistica quantifica il tasso di povertà in Ticino al 16.5%, contro il 7.5% a livello nazionale. Molte di queste persone che vivono sotto la soglia della povertà sono impiegate; se in Svizzera il tasso di povertà delle persone occupate ammonta al 3.6%, nel nostro Cantone raggiunge il 11.7%.

In Ticino avere un impiego non è purtroppo più sinonimo di vita dignitosa

In Ticino avere un impiego non è purtroppo più sinonimo di vita dignitosa ed il fenomeno dei working poor si sta diffondendo sempre di più a causa della sottoccupazione e soprattutto della cosiddetta “lombardizzazione dei salari”. Negli ultimi anni i salari si sono man mano allontanati dalla media nazionale, avvicinandosi piuttosto a quelli diffusi oltreconfine. Secondo l’Ufficio federale di statistica il salario mediano ticinese ammontava nel 2016 a 5’262 franchi al mese, a differenza dei 6’235 a livello nazionale. Ma non è finita, il Ticino è infatti un caso unico in tutta la Svizzera: in alcuni settori il salario mediano sta addirittura diminuendo in termini assoluti! Parallelamente i costi – si pensi in modo particolare ad affitti e premi di cassa malati – continuano ad aumentare, contraddicendo chiaramente il mito secondo cui “i salari ticinesi sono più bassi perché il costo della vita qui è minore”.

La politica deve agire concentrandosi su due ambiti

Dal mio punto di vista, di fronte a questa situazione la politica deve agire concentrandosi su due ambiti. Il primo è la componente salariale. Nelle prossime settimane il Gran Consiglio discuterà dell’applicazione dell’iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino” approvata dai cittadini nel 2015. L’iniziativa propone di introdurre un salario minimo, strumento in grado di arginare il fenomeno della povertà tra i lavoratori contrastando il dumping salariale e con obiettivo di disincentivare l’assunzione di manodopera frontaliera. Per essere funzionale ai suoi scopi, il salario minimo deve però essere sufficientemente elevato da garantire una vita dignitosa in Ticino, orientandosi quindi concretamente alle soglie degli aiuti sociali come le prestazioni complementari AVS e AI, le quali corrispondono a circa 21.50 franchi all’ora. Un simile minimo salariale, accompagnato da ulteriori regolamentazioni delle condizioni di impiego e controlli contro gli abusi, migliorerebbe finalmente la situazione dei numerosi lavoratori precari del nostro Cantone.

Il secondo ambito su cui si deve agire sono i costi crescenti, in primis i premi di cassa di malati. I costi della salute sono letteralmente esplosi, aumentando negli ultimi 21 anni del 258%, che corrisponde all’aumento del premio medio di 173 franchi nel 1996 e ai 447 franchi del 2017. Tuttavia, la spesa assoluta dei sussidi di cassa malati è cresciuta unicamente in maniera limitata, facendo sì che il numero di beneficiari e l’ammontare del sussidio venissero ridotti. Come Partito Socialista Svizzero abbiamo quindi annunciato il lancio di un’iniziativa federale che propone di limitare i premi di cassa malati al massimo del 10% del reddito disponibile. Questa misura, assieme ad altre come la limitazione della dannosa concorrenza tra gli ospedali e la regolamentazione del settore ambulatoriale, permetterebbe di contenere i costi a carico della popolazione, garantendo comunque una sanità di qualità.

Reputo che le soluzioni per garantire una vita dignitosa alle persone che vivono e lavorano in Ticino ci siano, è unicamente una domanda della volontà politica se vengono applicate o se si continua a difendere gli interessi delle persone più benestanti e delle lobby.

Laura Riget, candidata al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio per il Partito Socialista.

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI

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