INIZIATIVE AGRICOLE E LA SCUOLA CHE VERRA’

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iniziative agricole e la scuola che verrà
iniziative agricole e la scuola che verrà
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23 SETTEMBRE IL POPOLO ALLE URNE: 2 “INIZIATIVE AGRICOLE” E “LA SCUOLA CHE VERRÁ”…
MA I CONTRARI SI APPELLANO AL RISPETTO DEI TRATTATI INTERNAZIONALI… DI NUOVO?

Il 23 di questo mese dovremo dare il nostro assenso o dissenso ad alcune iniziative popolari…

- Candidati Federali 2019 -

Oggi inizieremo a prendere in considerazione quei referendum definiti “Agricoli”. Nei prossimi giorni, invece, riproporremo “la Scuola che Verrá”, dove polemiche e “tirate d’orecchi” non vengono risparmiate da nessuno ed a nessuno…

Le 2 iniziative agricole sono: “PER LA SOVRANITÁ ALIMENTARE” e “ALIMENTI EQUI”.

La prima proposta da un comitato sostenuto dalmSindacato Agricolo “Uniterre” ed a favore si sono schierati PS, Verdi, Slow Food Svizzera e Protezione Svizzera degli Animali.

La seconda è arrivata dai Verdi ed a favore annovera Unione Contadini, Socialisti, Evangelici, Uniterre, Biosuisse, organizzazioni dei Consumatori, WWF, ATA ed Iniziativa delle Alpi.

Ciò che fa specie, non sono le argomentazioni di uno schieramento o dell’altro per entrambe le iniziative, ma una delle argomentazioni dei contrari: si andrebbero a violare i trattati internazionali e si andrebbe contro alle legislazioni internazionali…

A parte che questi argomenti saranno oggetto di un’iniziativa a se stante, ma la domanda che sorge spontanea è: ANCORA?
Ma qualunque cambiamento va contro i trattati internazionali?

Sembra di essere nel medioevo immobilista dove, se per puro caso avessi avuto un’idea contraria o innovativa rispetto alla Chiesa, saresti stato un eretico.

Secondo i soliti partiti politici che propugnano quest’argomentazione, cosa bisognerebbe fare? Rispettare pedissequamente i trattati anche se, facendolo, ci suicidassimo?
Se un trattato è stato fatto per avvantaggiare una certa fazione o parte d’industria di un certo paese, ma, non solo rovina gli altri, ma nuoce alla salute di tutti, bisogna accettarlo così com’è? O bisognerebbe, invece, attivarsi per cambiarlo? E se la controparte fa finta di niente?

Gli accordi, se iniqui o non corretti o nocivi alla salute di tutti, vanno rotti? Aboliti? Stracciati? Anche se unilateralmente?

Chissà, magari qualcuno si accorgerebbe delle storture e si sveglierebbe!

Francesco Crescimanno – Redazione TicinoResidenTI

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