FESTA DEL LAVORO : dedicata a chi un lavoro non ce l’ha, senza se e senza ma

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FESTA DEL LAVORO : dedicata a chi un lavoro non ce l'ha, senza se e senza ma
FESTA DEL LAVORO : dedicata a chi un lavoro non ce l'ha, senza se e senza ma
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1 maggio

Questa festa del lavoro, in un mercato come quello del Ticino minato da mille problemi dal dopo “libera circolazione” via, suona davvero non come una festa ma come un monito, forte, per la nostra classe politica. Grazie ad UDC, in particolare a Marco Chiesa per la voce fuori dal coro e per la grande e ferma azione a favore dei residenti di questo Cantone.

Nel nostro gruppo ne leggiamo di tutti i colori : casi di dumping salariale all’ordine del giorno, sostituzione chiara di residenti con frontalieri, dipendenti che timbrano e rientrano sul posto di lavoro a regalare ore di lavoro all’imprenditore di turno, restituzione a fine mese di parte del salario ed altre schifezze simili.

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Aumenta la disoccupazione, la precarizzazione, la sottoccupazione, l’assistenza. Chi perde il lavoro a 50 anni non lo ritrova manco con il lanternino. Tutto questo per “merito” della libera circolazione delle persone che ha snaturato le regole basi sulle quali il nostro mercato del lavoro si reggeva ed era considerato un modello dal resto del mondo.

E chi dovrebbe tutelarci?

C’e’ chi vigila. C’e’ chi previene. C’e’ di dovrebbe tutelarci. Si legge sindacati e si scrive interessi dei frontalieri, primi aggregati di una tessera che ha un costo e fa fatturato. Leggiamo addirittura di partnership con i sindacati esteri, leggiamo di negazione dell’accordo fiscale sui frontalieri, leggiamo di contributi, nostri, sostenuti con le nostre tasse, al sindacato, leggiamo di tutela dei diritti dei frontalieri, di intento al versamento pieno della disoccupazione ai frontalieri in Ticino.

Ma i sindacati non dovrebbero tutelare allora in primis i nostri di interessi? Non dovrebbero tutelare, vigilare, assecondare gli interessi di chi è chiamato a sostenere l’economia di questo paese e di una classe media che fatica ormai ad arrivare a fine mese sostenendo tutti i costi di un Ticino così esigente economicamente parlando?

Per non citare di chi, da dipendente di un sindacato, si erge a paladino dei residenti quando chiede un voto per una poltrona nelle Istituzioni per poi a giochi conclusi tornare a fare in prima linea il gioco dei frontalieri con il proprio partito.

Dedichiamo questa festa a chi il lavoro non ce l’ha, risiede e paga le tasse e i servizi qui. Impegniamoci tutti a tutelarci, aiutateci ad aiutare. Siamo in tanti, cresciamo ogni giorno nonostante i boicottatori. Questa è la Vostra voce e questa è casa Vostra.

Stefano Introzzi – Redazione TicinoResidenTI

Fonte foto : Google

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