CONGEDO PATERNITÀ: importante parlarne ed approfondire la tematica del sostegno alla genitorialità. Contributo della Dottoressa Barbara Schepis Muntaner

0
191
La dottoressa Barbara Schepis Muntaner ci parla di ruoli parentali e importanza del congedo paternità

Ringraziamo la Dottoressa Barbara Schepis Muntaner per il suo contributo importante per la corretta informazione ai nostri TicinoResidenTI, che invitiamo a partecipare e interagire con le proprie esperienze e opinioni, ma anche con domande puntuali che aiuteranno sicuramente a focalizzare meglio questo importante tema attualmente sui tavoli delle camere federali. Il nostro auspicio e la nostra proposta sarebbero quelle di raccogliere una visione condivisa e, con l’aiuto della Dottoressa Schepis Muntaner, recapitarla ai nostri rappresentati e ai capigruppo alle Camere Federali prima della sessione autunnale che li chiamerà al voto.

I ruoli parentali e il benessere del neonato, tra aspettative e cambiamenti

Da diversi anni, mi occupo di psicologia perinatale e ho avuto la fortuna di poter approfondire questa materia a livello accademico con molti ricercatori di fama internazionale. Spesso, durante queste formazioni, è stato approfondito il ruolo paterno e la sua importante funzione per il benessere del neonato, della neomamma e del padre stesso.

È risaputo che padri e madri hanno un ruolo diverso per natura. In ogni società, e non solo in quelle occidentali, un bambino entra molto più in contatto con la madre che con il padre, specialmente nei primi anni di vita.

È anche evidente come il ruolo paterno sia comunque cambiato nel corso degli ultimi decenni, in particolar modo negli ultimi 50 anni. Il padre è sempre più presente nell’accudimento ma, troppo spesso, non ci si preoccupa del benessere psicofisico del’uomo che diventa padre.

Dagli anni ’70 è cambiata l’aspettativa nei confronti del ruolo paterno. Prima l’aspettativa era focalizzata su “saper fare” (imparare a fare delle cose, come ad esempio cambiare i pannolini) invece adesso l’obiettivo è quello di sentirsi una figura di attaccamento ed aumentare, anche a livello emotivo, il coinvolgimento paterno. Ciò rappresenta anche per il bambino una grande occasione per sperimentare persone, modi e stili diversi di accudimento.

I ruoli però tra padre e madre restano comunque diversi. Le madri hanno un assetto ormonale che le rende diverse per natura dai padri, mentre i padri riescono ad avere una visione più allargata dei confini simbiotici tra madre e neonato.

Sostenere il ruolo, le funzioni e la competenza emotiva dei neopapà significa investire in un FATTORE PROTETTIVO DI SALUTE di primaria importanza per il bambino e per la coppia genitoriale a medio e lungo termine.

Nella PIÙ RECENTE LETTERATURA SCIENTIFICA sul tema, emerge una concordanza sul fatto che LA PRESENZA COSTANTE DEL PADRE NELLE PRIME DUE SETTIMANE DI VITA NELLA VITA FAMILIARE É IL FATTORE DI PROTEZIONE PIÚ IMPORTANTE DELLA DEPRESSIONE POST-PARTUM MATERNA. Anche la sola presenza è fondamentale.

Le politiche familiari

Le attuali politiche familiari, nella maggior parte delle Nazioni, non supportano il coinvolgimento paterno nelle pratiche di cura e accudimento dei propri figli. A livello legislativo sarebbe quindi opportuno offrire congedi paternità che permettano seriamente un investimento ed un coinvolgimento del padre nel suo nuovo ruolo genitoriale e, questo, non a discrezione del singolo individuo o della singola azienda.

Dove il congedo paterno è un diritto individuale e retribuito i padri lo sfruttano, con enorme beneficio per il benessere di tutta la famiglia. È altresì evidente come non sia assolutamente percorribile l’ipotesi di diminuire il congedo maternità (che in Svizzera è già molto basso) a favore del congedo paternità.

In Svezia ai genitori spettano 480 giorni di congedo fino ai nove anni del bambino e nelle prime due settimane dopo la nascita entrambi i genitori possono accudire il bambino insieme. Tutti gli altri giorni possono essere divisi tra i genitori per permettere sempre a uno dei genitori di lavorare mentre l’altro rimane a casa. Pensare quindi di introdurre un congedo paternità di almeno due settimane non sembra quindi una richiesta così fuori luogo ed inapplicabile.

Credo sia importante parlarne ed approfondire la tematica del sostegno alla genitorialità nella primissima infanzia (0-3 anni) in quanto questo è il periodo in cui si pongono le basi per lo sviluppo futuro dell’individuo, anche a lungo termine. E se si vuole essere lungimiranti, anche per risparmiare sui costi della salute (anche mentale), sarebbe ora di approfondire maggiormente queste tematiche ed iniziare ad agire fin da subito.

Fonti

“Fathers and Pediatricians:enhancing men’s roles in the care and developmen of their children. – Coleman WL., Garfield C., and the Committee on Psychosocial Aspects of Child and Family Health” – Pubblicato sulla rivista scientifica Pediatrics nel 2004; 113: 1406-11

“Sentirsi padre: la funzione paterna in adolescenza” – Paola Nicolini, Franco Angeli, 2004

“Father’s involvement and children’s developmental outcomes: a systematic review of longitudinal studies” – Sarkedi A., Kristiansson R., Oberklaid F., Bremberg S. – Uppsala University, Sweden – Acta Paediatrica 2008 97, pp. 153-158

“Paternità: un’indagine sulle emozioni dei nuovi padri” – Volta A., Bussolati N., Capuano C., Novelli D., Pisani F. – Quaderni ACP 2006 13(4):146-149

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI

#TicinoResidenTI #pietrorighetti  #barbaraschepismuntaner#politicafamiliare#congedopaternità#ipg #consiglionazionale

Sei residente in Canton Ticino? Vota il nostro candidato per il Gran Consiglio, lista UDCStefano Introzzi  nr. 1 – lista 16. Metti “mi piace” alla nostra pagina Facebook TicinoResidenTI e iscriviti gratuitamente nel gruppo TicinoResidenTI; siamo la tua voce, questa è casa tua.