CINQUANTENNI SENZA LAVORO; TUTTA COLPA DEL II. PILASTRO?

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Cinquantenni sull’orlo di una crisi di nervi. Senza lavoro e senza pensione per colpa del II. pilastro?

Sembrerebbe che tra il padronato ci siano le bocche cucite in merito, ma da sondaggi e commenti che circolano tra i diversi interessati sembrerebbe che la prima causa dei loro guai sia il sistema pensionistico svizzero che castiga tutti.

Il problema non è da sottovalutare, perché attualmente una persona sopra i cinquant’anni ha grandi difficoltà a ritrovare un posto di lavoro. A livello sociale, se fosse effettivamente quella a causa, si tratterebbe di una bomba batterica ad orologeria. Già una carestia annunciata, visto che l’esercito dei Baby Boomers si sta proprio situando su quella fascia d’età. Niente lavoro per tanto tempo significa incremento dell’aiuto sociale, ma poi anche niente previdenza significherà maggior necessità di prestazioni complementari al momento del pensionamento. Ma la legge sulle prestazioni complementari è appena passata alla lente delle commissioni per la sicurezza sociale e sanità delle camere federali e nessuna delle due ha pensato a questo problema.

Uno stato sovrano e moderno, o cosiddetto industrializzato, non può rinunciare ad una sicurezza sociale per i propri cittadini e tanto meno trascurarla nel nome degli accordi bilaterali.

L’enorme costo del II. pilastro per i cinquantenni. Ma di cosa stiamo parlando.

Al II. pilastro è stato attribuito l’obiettivo di dare una vecchiaia assicurata ai beneficiari con un sistema a capitalizzazione dei contributi di risparmio pagati pariteticamente da datori di lavoro e dipendenti. Per poter raggiungere questo obiettivo ha quindi bisogno di un capitale minimo che raggiunga il 500% del salario medio preso in considerazione durante la vita lavorativa di ogni affiliato. Ecco quindi da dove scaturiscono le famose percentuali di risparmio incriminate che ricordiamo ammontano a
25-34 anni   7%
35-44 anni  10%
45-54 anni  15%
55-65 anni  18%

Quindi quanto costa in più un dipendente di una certa classe d’età, rispetto alle classi d’età inferiori. prendiamo 2 salari annui di riferimento

Salario                Costo 25-34            Costo 35-44         Costo 45-54         Costo 55-65
CHF 48’000.–      CHF 2’177.00          CHF 3’110.00       CHF 4’665.00       CHF 5’598.00

Un dipendente di 50 anni costa al datore di lavoro CHF 1’244.00 in più rispetto ad un 30enne (CHF 103.65 mensili) e CHF 777.50 in più rispetto ad un 35enne (CHF 64.80 mensili)
Un dipendente di 55 anni costa al datore di lavoro
CHF 1’710.50 in più rispetto ad un 30enne (CHF 142.55 mensili),
CHF 1’244.00 in più rispetto ad un 35enne (CHF 103.65 mensili) e
CHF 466.50 in più rispetto ad un 45enne (CHF 38.85 mensili)

Salario                Costo 25-34            Costo 35-44         Costo 45-54         Costo 55-65
CHF 68’000.–      CHF 4’043.65          CHF 5’776.65       CHF 8’665.00       CHF 10’398.00

Un dipendente di 50 anni costa al datore di lavoro
CHF 2’310.65 in più rispetto ad un 30enne
(CHF 192.55 mensili)
CHF 1’444.15 in più rispetto ad un 35enne (CHF 120.35 mensili)
Un dipendente di 55 anni costa al datore di lavoro
CHF 3’177.15 in più rispetto ad un 30enne (CHF 264.75 mensili),
CHF 2’310.65 in più rispetto ad un 35enne (CHF 192.55 mensili) e
CHF 866.50 in più rispetto ad un 45enne (CHF 72.20 mensili)

Cosa fa scattare la ghigliottina sui nostri TIcinoResidenTI cinquantenni, che sono una risorsa importante.

Sinceramente la domanda che sorge spontanea è se veramente il nostro tessuto economico e imprenditoriale sia veramente stato trasformato in aziende e imprese di tipo cinese o peggio di tipo fallimentare, piuttosto se sia veramente questi 200 o 250 franchi al mese in più o meno a far scattare la ghigliottina.

Non dimentichiamo che un 50enne, rispetto ad un 25 o 30enne porta con sé un Know how decisamente più prezioso per una capacità di risoluzione dei problemi, di capacità contrattuale e di qualità lavorativa migliori. Dei valori aggiunti interessanti, che se il datore di lavoro vi può semplicemente rinunciare non da certo un’immagine rassicurante.

Causa più logica sarebbe invece la concorrenza d’età con lavoratori esteri che, grazie alla solita libera circolazione delle persone, permette alle imprese e aziende d’attingere ad un mercato di lavoro zeppo di lavoratori disperati che da oltre frontiere bombardano il mercato offrendosi a costi che i nostri cinquantenni non possono accettare.

Come e perché in Svizzera una previdenza sociale?

La cosiddetta miccia era stata accesa sin dalla metà del 19mo secolo con la rivoluzione industriale che porto il problema di sostentamento per quelle persone che non avevano più un reddito dal lavoro anche per i suoi raggiunti limiti d’età. Dopo un primo intervento da parte di enti assistenziali, si giunse a discutere su un sistema sociale che diede luce all’assicurazione vecchiaia e superstiti, l’AVS.

Alla fine degli anni ’60, principio anni ’70 la ripresa economica del dopoguerra aveva fatto salire il reddito dei lavoratori. Da un lato il benessere aveva sollecitato il desiderio di passare da una vecchiaia con un minimo vitale garantito ad una vecchiaia assicurata; Il detto “sasso che rotola non fa muschio” sicuramente aveva ispirato il Consigliere Federale Hans Peter Tschudi che propose un sistema previdenziale basato su Tre pilastri.

I. pilastro, una previdenza STATALE che garantisse il minimo vitale a sistema compensativo e a ripartizione
II. pilastro, una previdenza professionale paritetica che garantisse una vecchiaia assicurata con un sistema a risparmio
III. pilastro, una previdenza privata per coloro che si trovavano nella situazione di poter scegliere se aderire o no al secondo pilastro con il sistema che più gli aggradava

In 33 anni di funzionamento a pieno regime del sistema cosa si è raggiunto?
L’AVS ha un tesoretto di 45 miliardi, paga le rendite a 2 milioni e mezzo di beneficiari per un totale di 42 miliardi di franchi all’anno
Il secondo pilastro ha un tesoro di mille miliardi e centocinquanta milioni, paga 36 miliardi e 700 milioni in rendite a 1 milione e 165 mila beneficiari.
Il terzo pilastro vincolato non fornisce chiaramente dati in merito al numero di persone che vi ricorrono, ma sappiamo che il suo tesoretto ammonta a 100 miliardi e 300 milioni di franchi.

Non possiamo rinunciare alla nostra sicurezza sociale per inginocchiarsi alla libera circolazione e alle necessità dell’unione europea di risolvere i suoi di problemi di disoccupazione e sicurezza sociale.

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI

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