BLOCCATO IL BLOCCO: Blocco dei Ristorni, un’occasione sprecata per un vizio di forma!

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Bloccato il Blocco
Bloccato il Blocco dei ristorni all'Italia

IL BLOCCO DEI RISTORNI decade per un vizio di forma! Ma ci riprovano…

Bloccato il Blocco, sembra un gioco di parole, un paradosso… Eppure è quanto è successo in Gran Consiglio! La votazione è riguardo il Blocco dei Ristorni alla vicina Italia è passata, ma niente si farà perchè non è stato preparato un “Rapporto di Minoranza”… Peccato!

Una serie di situazioni al limite del paradossale:

  • Il Rapporto di Maggioranza del PLR, Matteo Quadranti, con la “riserva” del PPD;
  • La votazione dove i rappresentanti del PPD votano a favore del blocco, quindi contro la “disposizione” del proprio partito;
  • La “caduta” dell’intera mozione per l’assenza di qualcosa che i parlamentari proponenti dovrebbero sapere.

PLR e PS infuriati con il PPD? Perché non hanno “Bloccato il Blocco”?

Certo, il voto al contrario della maggior parte dei deputati PPD fa infuriare PLR e PS, contrari alla mozione, poiché il PPD come partito aveva firmato “con riseva”. Tuttavia, all’atto pratico il voto PPD è stato a favore della mozione e non contrario come assserito dal “Rapporto di Maggioranza”. Quindi, non hanno Bloccato il Blocco.

La domanda che ci si potrebbe porre è: perchè il cambio di rotta dei votanti PPD? Ci sono, forse, attriti fra i granconsiglieri ed i vertici PPD? O, forse, i granconsiglieri iniziano a dare ascolto al malessere in arrivo dalla base? Perché hanno deciso contro il consiglio “Bloccato il Blocco”?

E se ci fosse “discordanza” fra i paini alti del PPD ed i granconsiglieri, perchè si è deciso di “firmare con riserva” il Rapporto di Maggioranza?

Perchè PLR, PS e PPD continuano sulla strada del “corretti a tutti i costi”?

I firmatari del Rapporto di Maggioranza puntano sulla “corretteza” del comportamento da parte Svizzera e sul rispetto degli accordi internazionali. Insistono sulla “buona reputazione” della Svizzera nel portare avanti accordi regolari e stabili, nell’essere “politically correct”.

Peccato, poiché queste posizioni, per quanto apprezzabili ed etiche, non porteranno da nessuna parte. Se guardassimo i fatti ci renderemmo conto che ci stanno “menando per il naso”…

  • L’accordo attuale risale al 1974, ovvero ad oltre 40 anni fa;
  • Quando quell’accordo fu firmato, non si parlava nemmeno di “libera circolazione” in Svizzera;
  • Quando quell’accordo fu firmato, non c’era nemmeno l’idea che la nazione di lavoro dovesse pagare per le “assicurazioni sociali” in caso di perdita di lavoro;
  • Quando quell’accordo fu firmato, la presenza di lavoratori frontalieri non era nemmeno paragonabile a quella attuale;
  • Le contrattazioni sul nuovo accordo vanno avanti da parecchi anni e la vicina Italia, per un motivo o per l’altro, fa orecchie da mercante, anzi, il nuovo governo M5S-Lega Nord ha sconfessato quelle trattative!

Peccato… Eppure il fronte del “Bloccato il Blocco” aveva perso seccamente…

I proponenti la mozione avrebbero avuto un netto riscontro positivo. Per una mancanza formale di cui, sicuramente, i firmatari del “Rapporto di Maggioranza” si erano resi conto…

Peccato, ma ci riprovano!

Ci riprovano, correggendo le forzature

Giustamente i promotori della mozione si sono resi conto della “disfatta”, ma, visti i risultati, hanno riproposto la mozione, limandone le parti spigolose. La richiesta di “costituirsi parte civile” – non percorribile legalmente – è stata modificata nella richiesta alla Confederazione di un risarcimento per le minori entrate finanziarie.

In effetti, quali armi abbiamo per riportare i vicini al tavolo delle trattative e rivedere uno scellerato accordo, oramai vecchio e non più rispondente alla situazione attuale?

Forse, solo il blocco dei ristorni… La UE ricatta, ebbene facciamolo anche noi. Se non vi svegliate, non avrete niente…

Quando una delle parti coinvolte in una discussione fa “orecchie da mercante”, anzi irride la controparte, forse c’è bisogno di un segnale molto forte per far capire di ritornare alla civiltà ed alla serietà.

Blocco dei ristorni, maggiori controlli alle dogane in modo da rallentare l’entrata dei frontalieri? La Svizzera fa parte di Schengen, ma nulla vieterebbe di controllare e fermare auto per auto, creando notevoli disagi oltre confine…

Quali potrebbero essere le strategie per svegliare e riportare al concreto? Un accordo, se non più rispondente alla realtà, non può essere stracciato? Soprattutto se l’altra parte prende in giro…

Francesco Crescimanno – Redazione TicinoResidenTI

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