BASTA SPRECHI-NO AI SEMAFORI SUL PIANO DI MAGADINO: Nadia Ghisolfi membro del comitato referendista invita a firmare il referendum

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Nadia Ghisolfi: no ai semafori sul Piano di Magadino
Nadia Ghisolfi: no ai semafori sul Piano di Magadino

Nadia Ghisolfi, membro di “BASTA SPRECHI-NO AI SEMAFORI SPIANO DI MAGADINO” invita i TicinoResidenTI con diritto di voto ad una riflessione

Nadia Ghisolfi che siede in Gran Consiglio, ci ha proposto di toccare questa importante tematica per fare in modo che il gruppo TicinoResidenTI sia informato di quanto succede attorno al problema di viabilità di quei pochi chilometri che separano Cadenazzo a Riazzino, scaglionati da ben 6 rotonde costate più di 10 milioni di franchi, che ora il governo ha deciso di cancellare rimettendo i vecchi e buon incroci e semafori “intelligenti” (siamo comunque convinti che non sono i semafori ad essere intelligenti, quanto chi li programma e purtroppo viviamo giornalmente la tristezza che questa forma d’intelligenza è al massimo un colpo di fortuna).

Il gruppo interpartitico BASTA SPRECHI-NO AI SEMAFORI SPIANO DI MAGADINO” di cui Nadia Ghisolfi fa parte, ha lanciato un referendum contro questa decisione del governo e il formulario per la firma è scaricabile alla fine di questo articolo, mentre qui di seguito ci offre gli spunti necessari per una doverosa riflessione.

Si tratta di un REFERENDUM e quindi le firme devono essere raccolte in modo cartaceo. A questo proposito ricordiamo che ogni formulario deve essere firmato unicamente da cittadini svizzeri, maggiorenni e domiciliati nello stesso comune del Cantone.
Formulari firmati si possono rispedire anche a:

Basta sprechi, No ai semafori sul Piano di Magadino, CP 639, 6612

Il tempo stringe e chi vuole firmare il referendum ha la possibilità di scaricare il formulario cliccando sulla foto seguente

Cosa il governo ha accettato o al momento “bevuto”

Il governo si è bevuto uno studio/previsione a tavolino che promette una riduzione dei tempi di percorrenza del 30% e quindi meno tempo sprecato in colonna. Quindi da 30 a 20 minuti da Cadenazzo a Riazzino e da 30 a 15 minuti in senso opposto grazie alla sostituzione delle rotonde con una regolazione a semafori.

Entro la fine del 2019 e con un costo ulteriore di 3,3 milioni di franchi. Ma udite, udite, nel 2020 questo tratto di strada passerà all’USTRA, l’ufficio federale delle strade, che ne disporrà e se ne occuperà secondo i suoi di criteri.

Le rotonde sono troppo piccole e quindi pericolose. Troppi incidenti dicono

Però resta d’opinione contrastante con l’UPI, ufficio per la prevenzione degli infortuni, che invece continua convinto a sostenere che L’upi ha analizzato 130 minirotonde (diametro esterno < 26 m) e piccole rotatorie (26–40 m). Risultato: agli incroci convertiti in rotatorie gli incidenti sono diminuiti del 42% e il numero delle vittime del 61%.

Cosa segnalano ancora i referendisti

Cifre non corrette: secondo il Governo, il traffico aumenta inesorabilmente (2.8% annuo dal 2011 al 2013), fino a raggiungere la saturazione.”

Quando in realtà (Statistiche traffico TI): dal 2011 al 2017 c’è stato un aumento di 1.65 %, media 0.27%/anno, quasi un decimo di quanto esposto!

Solo previsioni sulla carta e nessun test con semafori provvisori: molti cittadini si chiedono perché nessuno ha pensato di fare dei test con dei semafori provvisori in modo da comprovare che le ipotesi dimostrate con dei modelli di traffico siano reali. Sarebbe un modo poco oneroso per evitare un inutile investimento di 3.3 milioni di franchi.

Rischio di travaso del traffico sull’altro lato del Piano di Magadino: crea grande preoccupazione il rischio concreto di un inevitabile cambio d’abitudine di una buona parte degli automobilisti: infatti, alla luce di questi nuovi “dosatori di traffico”, gli automobilisti, proveranno l’alternativa, ovvero la tratta parallela sull’altro lato del Piano di Magadino, che come sappiamo è già abbondantemente collassata.

Maggiori disagi per la popolazione locale: nel migliore degli scenari sarà soprattutto la popolazione locale a pagar dazio visto che saranno sistematicamente incolonnati a causa dei semafori. Curioso, tra l’altro, che le principali aziende e commerci della zona non siano nemmeno state interpellate. Certo, non c’è un obbligo ma è verosimilmente utile per convenire soluzioni condivise che spostano l’attenzione anche sul traffico lento e sul trasporto pubblico.

Tempi di reazione al semaforo: a proposito di buon senso, quante volte si rimane fermi al semaforo perché il conducente dell’auto è intento a telefonare, a discutere con gli altri passeggeri oppure semplicemente ha la testa tra le nuvole? Ciò non può succedere con le rotonde che portano gli automobilisti ad essere più attenti.

La vera soluzione stradale: l’unica vera soluzione non sono né i semafori né le rotonde, ma semmai il collegamento veloce. La politica cantonale al posto di perdere tempo e sprecare risorse dovrebbe concentrare le forze – anche grazie alla Deputazione ticinese a Berna – per velocizzare i tempi di realizzazione del collegamento A2-A13.

L’arrivo dell’alternativa: se per il collegamento stradale veloce si parla di 2030, l’alternativa ferroviaria sarà in funzione a partire del dicembre 2020.

Infatti, con l’apertura della galleria di base del Ceneri saranno dimezzati i tempi di percorrenza tra il Sopra- ed il Sottoceneri.

Come riferisce lo stesso Governo ticinese si prevede un raddoppio di passeggeri tra Bellinzona e Locarno (da 4’000 a ca. 8’000 utenti/giorno) e un quadruplicamento della domanda per le relazioni tra il Locarnese ed il Sottoceneri (da 1’400 a ca. 6’000 utenti al giorno). Che vuole dire dagli attuali 6’000 si passerà a 14’000 pendolari al giorno sul TILO e conseguente diminuzione del traffico stradale.

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI

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