ARCHITETTI E INGEGNERI CIVILI: il codice OTIA etica, deontologia e coscienza… Ma l’ingegnere civile non è un architetto

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Gli ingegneri civili non possono firmare una domanda di costruzione per un'opera architettonica

LEPIA, Codice deontologico OTIA, ma la maggior parte degli Uffici Tecnici non controlla in modo corretto o chiude un occhio

Domande di costruzioni.

Il Ticino vorrebbe insegnare al resto della Svizzera ma poi il “caso ticinese” il “Sonderfall” finisce ancora al Tribunale Federale. Gli uffici tecnici non si dovrebbero fermare al solo controllo dell’iscrizione OTIA, ma controllare il campo d’applicazione di quella iscrizione.

Chi è iscritto ha il diritto di firma per l’inoltro delle domande di costruzioni. Ma ognuno per le proprie competenze. Infatti ancora una volta il Tribunale federale ha riaffermato la validità della Legge cantonale sull’esercizio delle professioni di ingegnere e di architetto (LEPIA) che attribuisce specifiche competenze professionali ai titolari di un diploma d’ingegneria e di un diploma d’architettura.

In sintesi, un professionista iscritto all’albo OTIA nel gruppo professionale d’ingegneria civile non è abilitato a firmare una domanda di costruzione per un’opera architettonica, riguardante l’ambito di attività di un architetto.

L’esercizio delle professioni di ingegnere e di architetto caso Ticino unico in Svizzera

La Legge cantonale sull’esercizio delle professioni di ingegnere e di architetto (LEPIA) definisce le condizioni d’esercizio delle professioni di architetto e di ingegnere in Ticino, caso unico in Svizzera.

La legge cantonale è chiara: senza autorizzazione rilasciata da otia non è possibile esercitare le professioni di ingegnere e di architetto su suolo ticinese. L’autorizzazione è rilasciata ai richiedenti in possesso dei requisiti professionali e personali stabiliti

Se noi ticinesi vogliamo dare esempio alla Svizzera, dobbiamo prima imparare a fare le cose per bene

Le sentenze della Commissione di vigilanza, del tram e del tf non rappresentano una novità per i professionisti attivi in Ticino. Pure per i Municipi, esse dovrebbero essere un’evidenza.

La firma di una domanda di costruzione da parte del progettista senza la necessaria autorizzazione OTIA dovrebbe avere, come prima conseguenza, il rifiuto da parte del Municipio della pubblicazione della licenza edilizia.
Se il Municipio concede comunque la licenza in contrasto con la Legge edilizia (le) o la LEPIA, essa può essere revocata in seguito. Un’altra conseguenza è la pronuncia di sanzioni da parte della Commissione di vigilanza.

Legittimati a segnalare situazioni irregolari sono terze persone ma, in particolare, i Municipi che hanno l’obbligo legale di agire.

A questo proposito è auspicabile un comportamento più attivo nel segnalare situazioni illegali, sia dei Municipi che degli Uffici tecnici.

Oltretutto sarebbe auspicabile che gli uffici tecnici comunali o chi ne fa le veci in base ad un mandato esterno, dessero maggiore attenzione e non si fermassero alla sola iscrizione all’OTIA, ma approfondissero il campo d’applicazione ed evitassero di chiude il solito occhio per clientelismo.

 

Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI

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