ACCORDO QUADRO AGLI ANTIPODI: richieste diametralmente opposte… ed il PS, finalmente, si sveglia

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ACCORDO QUADRO AGLI ANTIPODI
ACCORDO QUADRO AGLI ANTIPODI

ACCORDO QUADRO AGLI ANTIPODI. Si ricomincia a parlarne, ma a poli opposti: indispensabile senza riserve o con riserve?

Accordo quadro agli antipodi, perché ne hanno parlato, naturalmente in maniera diametralmente opposta, sia il presidente di enomiesuisse – Heinz Karrer – sia il Presidente del PS Svizzero – Christian Levrat – durante il congresso.

Finalmente il discorso ritorna a galla, o meglio, si punta di nuovo a portare all’attenzione pubblica il problema con l’UE.

Perché accordo quadro agli antipodi? In quali termini viene affrontato questo accordo? Soprattutto, quali risvolti vengono ipotizzati?

Economiesuisse vuole la massima libertà!

Prevedibilmente, il Presidente di economiesuisse chiede che l’accordo venga portato al più presto in Parlamento; chiede, inoltre, che venga ampiamente discusso.

Karrer asserisce che, ancora, non si conosce bene quali siano i contenuti di questo accordo, quindi portandolo in discussione davanti al Parlamento si farebbe chiarezza. Non solo, ritiene che discutendone in Parlamento si possa riuscire a convincere anche scettici e contrari.

Kerrer sottolinea che l’Accordo quadro è assolutamente necessario per l’economia Svizzera.

Riguardo i livelli salariali ribadisce, senza andare più in profondità, che «l’economia intende mantenere in ogni caso il livello di protezione salariale»… Non solo, minimizza sulle misure di accompagnamento, facendo figurare le richieste come qualcosa di poco conto…

Posizione alquanto irrealistica, quella di Kerrer, che lascia intendere che «l’economia» non sia un’entità astratta, bensì una coalizione assolutamente granitica… Stimato Signor Kerrer, provi a venire in Ticino e vedere realmente quale sia l’entità della “malattia”…

Una “malattia” che, liberalizzando completamente il mercato come vorrebbe l’UE, a breve si propagherebbe anche nella Svizzera tedesca e romanda, oltre che nei Cantoni di confine.

Per il PS, invece, l’esatto opposto!

Certo, il Presidente del PS ha aperto la tenzone – storica peraltro – con i «padroni», dichiarando durante il Congresso PS di Windisch (AG) – a chiare lettere che la firma dell’Accordo Quadro deve essere accompagnata da inasprimenti delle misure d’accompagnamento, volte a preservare i lavoratori residenti e ad evitare politiche di dumping salariale.

Levrat arrocca su posizioni protezionistiche, minacciando il ricorso alla soluzione referendaria se  l’Accordo Quadro dovesse essere firmato senza rafforzare le misure d’accompagnamento, ma, anzi, cedendo alle richieste UE.

Però sembra più un prendere atto della volontà della popolazione che non un pensiero vero del PS. Altrettanto vero è che il testo che elenca, fra le altre riforme applicabili nei prossimi anni, anche questa indicazione sia stato approvato a larghissima maggioranza dai rappresentanti – 340 a favore, 5 contrari ed 8 astenuti.

Posizioni condivisibili o semplice «fumo negli occhi»?

Per quanto riguarda economiesuisse il messaggio è chiaro ed inequivocabile: l’economia è una cosa astratta, le aziende, naturalmente, faranno ciò che più ritengono utile ad aumentare il guadagno.

Finora è stato un soliloquio, visto che, poi, anche aziende diffuse a livello nazionale, come Avaloq ex B-Source, si avvalgono di personale frontaliero per più della metà dell’organico, anche per posizioni sensibili al trattamento dati ed alla sicurezza informatica.

Per il PS, finalmente si muove, prende posizione a favore della popolazione residente – evitiamo di parlare solo di quelli con il passaporto rossocrociato, visto che una buona fetta risiede in Svizzera da anni pur senza avere ancora la nazionalità – e sfida l’establishment, minacciando referendum…

La domanda che sorge spontanea – visto il risultato dell’ultima votazione – è quanto un referendum venga preso in considerazione nelle stanze dei bottoni, ovvero in Consiglio Federale ed in Parlamento.

Non dimentichiamo che un’ingiunzione del popolo alla politica, approvata in modo tassativo nel 2014, è tutt’ora lettera morta poiché contraria agli accordi ed alla legislazione europea…

Per noi, un plauso al PS è necessario, ma voi pensate che avranno successo?

Francesco Crescimanno – Redazione TicinoResidenTI

Fonte fotografica: Google Images

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