ACCORDO FISCALE : “Non verrà approvato, i frontalieri possono stare tranquilli”

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Frontalieri: accordo fiscale e ristorni
Frontalieri: accordo fiscale e ristorni

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Queste le rassicurazioni del parlamentare italiano pentastellato Giovanni Currò in un articolo di oggi sulla Provincia di Sondrio dove spiega con dovizia di particolari : “Appena siamo entrati in Parlamento su questo testo abbiamo subito espresso la nostra contrarietà. In un primo momento siamo andati dal presidente della Camera Roberto Fico chiedendogli di non procedere con la calendarizzazione. Poi c’è stato l’accordo politico per non mettere in programma la ratifica“.

E cosi sono andati in fumo tre anni di trattative tra Italia e Svizzera nell’approntamento dell’accordo fiscale che, a detta di Curròavrebbe abbassato in modo rilevante lo stipendio netto dei frontalieri nel giro di una decina d’anni. Una tassazione elevata come quella italiana avrebbe annientato completamente la differenza di stipendi. Nella Confederazione ci sarebbero stati salari più bassi di quelli attuali, ma con le tutele svizzere, ben inferiori a quelle del nostro Paese. L’eventuale doppia imposizione deve tutelare i salari anche per garantire ossigeno all’economia delle zone di frontiera.”

E le conseguenze per i TicinoResidenTI?

Ritradotto significa che avrebbe praticamente annientato il dumping salariale.

Ricordiamo inoltre che il bacino di voti a cui fanno riferimento Currò e l’altro parlamentare pentastellato Invidia ( con cui ha portato avanti la mozione che ha di fatto congelato l’accordo concluso nel 2015 rimettendolo completamente in discussione ) è evidentemente quello di confine tra Como, Varese, Lecco e Sondrio quindi la loro iniziativa non stupisce e ne esalta ulteriormente le capacità politiche.

Tutto questo mentre sono arrivati con Babbo Natale quasi 14 milioni di euro assegnati come ristorni ai Comuni di confine per potenziare le infrastrutture tra Svizzera e Italia come da intese dell’accordo del 1974 concluso per “lo sviluppo delle aree di confine” e mentre si chiede uno Statuto per i frontalieri , uno sportello per i diritti dei frontalieri e addirittura mentre si fa protezionismo per riavere i frontalieri a casa.

La reazione della nostra politica?

Che si fa? Andiamo avanti a farci prendere in giro o finalmente blocchiamo i ristorni fino alla firma dell’accordo fiscale? Grazie per una firma sulla petizione per il blocco dei ristorni UDC con la collaborazione di TicinoResidenTI, è l’unica arma che ci è rimasta per salvaguardare il mercato del lavoro interno riducendo drasticamente il fenomeno del dumping salariale.

Stefano Introzzi – Redazione TicinoResidenTI

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Foto: fonte Google

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