19 MAGGIO SI VOTA: RFFA-Riforma Fiscale e Finanziamento AVS, un voto per due assi e quattro chiodi che coprano i buchi lasciati. Ma la colpa è del popolo.

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Voto popolare

La domanda alla quale dovremo rispondere

Volete accettare la legge federale del 28 settembre 2018 concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA)?

Due NO e i referendum che molto probabilmente non ci volevano. Ora un voto responsabile è il minimo che si possa chiedere al popolo.

Alla domanda del Consiglio federale, dovrà essere imbucata una risposta molto responsabile da parte del popolo Svizzero.
La Confederazione, i Cantoni e i Comuni, ma anche ogni cittadino residente pendono da questa votazione.

La riforma fiscale III era stata bocciata, ma in qualche modo va rimediata una risposta al diritto internazionale, lo stesso diritto che il popolo ha accettato quale diritto superiore alle leggi Svizzere e ciò ne consegue che la Confederazione perderà d’attrattività per certe attività economiche che erano state attratte invece con il diritto fiscale esistente ora fuori legge. Lo scenario pessimista sarebbe quello di un minor incasso di 2 miliardi di franchi.

Se gli attuali privilegi fiscali fossero semplicemente aboliti, la Svizzera risulterebbe meno competitiva a livello internazionale. Pertanto molti Cantoni prevedono di ridurre le imposte per tutte le imprese. Poiché trae vantaggio dai Cantoni economicamente attrattivi, la Confederazione cede loro una quota maggiore del gettito fiscale. Dal canto loro i Cantoni indennizzano adeguatamente le Città e i Comuni per le eventuali ripercussioni derivanti dalle riforme cantonali.

Con l’abolizione degli attuali privilegi fiscali per le società con statuto speciale deve essere adeguato anche il calcolo per la perequazione finanziaria nazionale.

La situazione finanziaria della nostra previdenza di base, quella che dovrebbe garantire il minimo vitale una volta lasciata la propria fonte di reddito lavorativa, è in pessime condizioni e l’incasso dei contributi non riesce ormai più da tempo a compensare l’erogazione delle rendite. Con il presente progetto l’AVS riceverà dal 2020 circa 2 miliardi di franchi supplementari all’anno, 800 milioni dei quali saranno versati dalla Confederazione.

L’importo residuo sarà a carico delle imprese e degli assicurati:
i contributi dell’AVS saranno infatti leggermente aumentati per la prima volta da 40 anni a questa parte. L’aliquota di contribuzione sarà aumentata di 0,15 punti percentuali per i datori di lavoro e per i lavoratori.

Le assi

Il primo asse è da applicare alle pressioni internazionali sul nostro sistema fiscale. L’imposizione delle imprese deve essere adeguata affinché il nostro Paese possa rispettare i nuovi requisiti internazionali.
La legge federale concernente misure fiscali volte a rafforzare la competitività della piazza imprenditoriale svizzera (Legge sulla riforma III dell’imposizione delle imprese) è stata respinta nella votazione popolare del 12 febbraio 2017, ora è urgente una nuova regolamentazione che Consiglio federale e Parlamento hanno elaborato con un nuovo progetto, facendo tesoro delle critiche espresse. Si è così tenuto conto delle esigenze di Città e Comuni, assicurando inoltre un maggiore equilibrio tra aumento degli oneri fiscali e agevolazioni.

Il secondo asse per dare una “sistematina” provvisoria al finanziamento dell’AVS invece vi è ancor più urgenza.

Dopo oltre 20 anni senza una riforma globale sul finanziamento e sui costi del nostro Primo pilastro, la situazione finanziaria dell’AVS si è fatta sempre più precaria. È infatti dal 1997 che il popolo non accetta più alcuna revisione dell’assicurazione vecchiaia e superstiti, tenendo questo nostro primo pilastro sotto scacco anche per quanto concerne il suo sistema di finanziamento. Non da ultimo, il 24 settembre 2017, il popolo e cantoni respinsero il decreto federale sul finanziamento supplementare dell’AVS mediante l’aumento dell’IVA.

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Pietro Righetti – Redazione TicinoResidenTI